Mesoterapia Dei Capelli

La mesoterapia, ad oggi, non viene considerata dalla comunità scientifica né un tipo di medicina complementare né un tipo di medicina alternativa. Infatti, con tale termine si intende l’applicazione di un medicamento usando iniezioni intradermiche o sottocutanee. Tale tecnica è principalmente utilizzata nelle zone interessate e affette dalla caduta dei capelli.

Come funziona la mesoterapia?

La terapia è utilizzata per fermare la caduta dei capelli ancora presenti, per migliorare la loro qualità e attivare una nuova crescita. Attraverso l’utilizzo di speciali aghi, si applica un tipo specifico di medicazione soltanto nelle regioni di pelle interessate.

In determinate circostanze, la mesoterapia può essere applicata su tutto il cuoio capelluto, essendo un metodo superiore rispetto ad altre terapie medicinali convenzionali, in quanto prevede l’uso di piccole dosi di prodotto, causando irrisori, o persino nulli, effetti collaterali.

Cosa ci si deve aspettare dopo una mesoterapia?

Alcune settimane dopo la prima applicazione della medicazione, si potranno osservare immediatamente dei miglioramenti nello sviluppo e nella crescita dei capelli nella specifica regione trattata. Dopo circa 6 settimane, i nuovi capelli cresceranno, aumentando la loro densità nelle regioni interessate e migliorando la struttura del capello. Questa terapia consta di applicazioni che devono ripetersi in periodi specifici.

Indicazioni per l´utilizzo della mesoterapia nel cuoio capelluto.

  • Nella perdita di capelli maschile o alopecia androgenetica, essendo un trattamento precoce.
  • Alopecia da trazione o tiratura.
  • Alopecia areata o infezioni micotiche.
  • Perdita di capelli dopo il parto.
  • Perdita di capelli diffusa o generale, tipica delle donne.
  • Patologie dermatologiche che affettano il cuoio capelluto come la psoriasi, lichen, dermatite seborroica, ecc.

Quali persone non possono sottoporsi a questa terapia?

  • Donne incinte.
  • Donne in allattamento.
  • Pazienti con patologie immunologiche.
  • Pazienti malati di cancro.
  • Pazienti diabetici.
  • Pazienti sottoposti a terapie anticoagulanti.
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